“I RAGAZZI DEL GALILEI DI JESI CONQUISTANO LE AMERICHE”

Il 27 marzo 2017, presso la FAST (Federazione della Associazioni Scientifiche e Tecniche) di Milano, si è svolta la cerimonia di premiazione della XXIX° ed. del concorso nazionale dei “Giovani e le scienze 2017”, che ha visto protagonisti sei ragazzi dell’ IIS Galilei di Jesi, accompagnati dai professori Edgardo Catalani e Milva Antonelli, coordinatori dei progetti.

Gloria Cascio, Romina Paolucci e Elena Sparaciari, con il progetto: “Curcumina: la molecola che cattura metalli pesanti”, hanno vinto la partecipazione, in rappresentanza dell’Italia, al prestigioso evento internazionale ISEF (International Science and Engineering Fair) che si terrà a Los Angeles (California) dal 14 al 19 maggio 2017.

Lo scopo della ricerca è valutare la capacità della curcumina di combinarsi con un particolare metallo pesante: il rame in forma ionica. La curcumina è il principio attivo della curcuma, una spezia a cui sono associate varie proprietà benefiche per l’organismo umano, tra cui quella di eliminare i metalli pesanti. La curcumina è stata estratta a temperatura ambiente dalla curcuma mediante acetone, purificata ed usata per studiare la reazione con lo ione rame. I risultati hanno messo in evidenza che le due sostanze si combinano in vari modi formando composti con differente stabilità.

Marco Arcangeli, Lisa Cingolani e Arianna Silvestri, con il progetto “Molecole sensibili agli inquinanti gassosi nei licheni”, voleranno invece in Brasile per rappresentare l’Italia ad un’altra importante esposizione scientifica internazionale, l’ESI (Expo Sciences International) che si terrà a Fortaleza dal 6 al 12 agosto 2017. L’obiettivo della ricerca è studiare l’effetto di due inquinanti gassosi atmosferici, ossidi di azoto e diossido di zolfo, su alcune delle principali molecole che costituiscono i licheni. I licheni sono organismi che vivono sulla corteccia degli alberi ed in altri ambienti e vengono usati per il monitoraggio della qualità dell’aria. Quattro campioni di licheni, tre dei quali prelevati sulle Alpi e uno proveniente dalla foresta pluviale australiana, perciò immuni dal contatto con atmosfere inquinate, vengono esposti in laboratorio ai due inquinanti. I cambiamenti avvenuti sono studiati mediante spettroscopia infrarossa. I risultati mettono in evidenza che alcune molecole dei licheni subiscono cambiamenti irreversibili per mezzo delle reazioni tra un loro gruppo caratteristico e i due inquinanti. Si è inoltre trovato che tre dei licheni sono più sensibili al diossido di zolfo, mentre l’altro agli ossidi di azoto. Il metodo può essere usato proprio per valutare la loro sensibilità agli inquinanti atmosferici.

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